Tsunami in Giappone: raccolta fondi di solidarietà
Nella pittura di Eri Komura, i corpi delle figure diventano elemento di composizione e spazio compositivo al tempo stesso. Le figure creano poeticamente lo spazio, riempiendo infatti l'area della tela in modo quasi ossessivo.
Al primo impatto si capisce subito che la serie di quadri dedicati alle immagini di donna sono il frutto di una ricerca che vuole raccontare una dimensione intima molto intensa.
Le immagini di gruppi di donne appaiono essere metafore di un mondo interiore, dove gestualità e introspezione psicologica lasciano lo spettatore libero di immaginare.
Prevale un atteggiamento interrogativo che sembra specchiarsi nell'animo di chi guarda. L'effetto d'insieme genera una sensazione di straniato realismo fantastico. Colpisce subito il forte impatto grafico e la presenza scenica dovuta alla moltitudine di quadri, che rappresentano appunto, gruppi di donne: moltitudini di figure umane, quindi. Figure analoghe ripetute fino al limite consentito dalla tela e poi non solo le figure si contendono lo spazio: i quadri stessi mostrano di fare a gara tra loro ripetendo la propria formula, con variazioni minime ma appunto per questo molto evidenti.
Dal concetto grafico traspare una emozione modulata attraverso varie declinazioni, fatte di sguardi, gesti, accenti. L'impatto sullo spettatore avviene perché il gioco scenico sembra non avere fine, lasciandoci per questo disorientati come le figure stesse. Il contesto rappresentato diventa un 'paesaggio di figure'. continua >>
Per avere maggiori informazioni sulle opere di questa serie, invia un messaggio alla Galleria Gagliardi
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